Tara Verde
....Se
cerchi la verità, devi liberarti di tutti i bagagli, tutte le culture, ogni
modello mentale e sentimento. Devi scartare anche l'idea di essere un uomo o
una donna, e persino un essere umano. L'oceano della vita contiene tutto, non
solo gli umani. Quindi abbandona innanzitutto ogni identificazione, smetti di
pensare a te stesso come questo o quello, fatto così e colà, in un modo o
nell'altro. Lascia perdere l'interesse personale, non curarti del tuo
benessere, materiale o spirituale, abbandona ogni desiderio, smetti di pensare
a risultati di qualsiasi genere. Sei già completo, qui e ora, non hai
assolutamente bisogno di altro. Non vuol dire che debba essere uno sconsiderato
senza cervello, imprevidente o indifferente: deve andarsene solo l'ansia per te
stesso, che è alla base di tutto. A te e ai tuoi serve un po' di cibo,
vestiario, riparo, ma non sarà certo questo a crearti problemi, finché non
considererai l'avidità un bisogno. Vivi in armonia con le cose come sono, e non
come le immagini.....
Nella cultura tibetana il "risveglio" sarebbe accelerato
dalla presa di coscienza della nostra ‘vita onirica’ e
precisamente dalla trasformazione che la mente
subirebbe in conseguenza di ripetute e intense
esperienze di sogno lucido.
Questo lavoro si propone di esaminare le pratiche
yogiche riferite agli stati di sonno e di sogno così
come sono state diffuse in occidente da
Namkhai Norbu e da Tenzin Wangyal Rinpoche.

".... Quello che sei non ha bisogno nemmeno del risveglio perché non ha mai dormito. Non conosce né sonno né veglia. La veglia ed il sonno emergono in esso. Non esiste nemmeno un dormiente e tanto meno un risvegliato. Nessun’ illuminato o qualcuno che abbia bisogno dell’illuminazione, sono solo idee. Esse emergono e poi spariscono in quello che tu sei...."

"... La pratica del tantra esige la convinzione dell’autenticità dei tantra, la comprensione corretta dei loro processi e della loro teoria e la fede nella loro validità in quanto metodi per raggiungere l’illuminazione. Secondo la tradizione tibetana, Buddha Shakyamouni stesso è la fonte dei tantra. Eppure questo è motivo di disputa tra gli eruditi sia occidentali che buddisti. Non solo, secondo le norme scientifiche occidentali nessuno dei testi attribuiti al Buddha - né i sutra , né i tantra – può superare il test di autenticità. Si tratta di capire se questo punto sia fondamentale per i praticanti del tantra o se per essi siano più pertinenti altri criteri...."

"..... i Libri tibetani dei morti cercano non solo di dare una risposta ai problemi del trapasso e della trasmigrazione nel bar-do, ma presuppongono altresì la conoscenza dell'intera via della vita e della dottrina buddhista della redenzione e la travasano nei loro testi sotto forma di compendio. Ciò, significa, in breve, che la vita, la conoscenza della vita, e un corretto tenore di vita sono il vero presupposto per l'apprendimento di un corretto trapasso e per la possibilità di determinare il corso del destino anche dopo la morte. Il Libro tibetano dei morti cerca di assolvere proprio a questo compito....."

".... Uno dei punti cardine del Buddhismo è il rendersi conto che i problemi che ci si presentano sono tutti generati da cause. Non sono là senza una causa; l’origine di questi problemi si trova in noi stessi. Comprendere ciò è una gran cosa, ma non è semplice per la maggior parte delle persone ...."

"...... La definizione del termine tantra - I continuum mentali in quanto tantra - Il termine tantra in riferimento alla natura di buddha - Successioni senza inizio che possono avere una fine - Le spiegazioni Nyingma e Kagyu del tantra - Il ruolo delle forme di buddha nel tantra - La presentazione Sakya - La spiegazione Gelug - Sommario ...."

".....Mi avete chiesto di parlare della pratica del Dharma nella vita quotidiana. E’ importante comprendere ciò che si vuol dire con” Dharma “. Dharma è una parola sanscrita che significa letteralmente”misura preventiva”. E’ qualcosa che si fa per evitare i problemi. Per trovare un interesse alla pratica del Dharma, bisogna riconoscere che la via comporta dei problemi. E per questo, occorre coraggio...."

".......Nel contesto dello Dzogchen a volte si afferma che la quiete non è affatto necessaria. Questo ha senso soltanto per una persona con capacità superiori; non vale per chiunque. Fare a meno di samatha non è un insegnamento Dzogchen generale, niente affatto. Nello Dzogchen, nella Mahàmudrà e nella Via di Mezzo non si insegna mai che samatha non è necessario; ciò che deve essere evitato è soltanto il suddetto difetto di samatha...."
"... Il modo di affrontare la pratica Dzogchen è questo: si inizia con i preliminari, il Ngöndro; si prosegue con la pratica dello Yidam, per esempio lo Shitro; poi viene la pratica del Trekchö e poi, quale perfezionamento, quella del Tögal. Ognuna di queste pratiche di Dharma dovrebbe essere svolta...."
".... La fase successiva è il bardo della luminosità della vera natura, conosciuto anche come bardo della chiara luce. Dopo il momento della morte, quando il respiro è già cessato e gli elementi grossolani si sono dissolti nel più sottile spazio della coscienza, si riprende consapevolezza nella chiara luce del dharmakaya. La maggior parte degli esseri ordinari, senza alcun interesse spirituale o conoscenza degli insegnamenti sul bardo, non riconoscono ciò che avviene a questo punto, e il tutto durerà molto poco...."
"... Il punto di vista che stiamo per conoscere può dare una risposta definitiva agli interrogativi che gli esseri umani si rivolgono da sempre: “Chi siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo?”. Sia la base di partenza (la nostra condizione attuale) che il punto di arrivo (la meta finale del nostro sviluppo personale) sono descritte con forza e chiarezza impareggiabili. Inoltre viene dissolto ogni dubbio su quello che normalmente chiamiamo “io”, cioè il soggetto che percorretutto il sentiero dall’inizio alla fine..."
"... Se la quintessenza dell'insegnamento buddhista è la conoscenza della mente e del suo stato naturale, allora ricostruirne la storia è praticamente impossibile! Infatti questa conoscenza è 'primordiale", antica quanto la mente degli esseri viventi, connaturata a questa. La mente degli esseri viventi, a sua volta, è "senza inizio", completamente al di là dei concetti ordinari di sorgere e cessare. Sono i fenomeni fisici - come il corpo degli individui, le civiltà, i continenti, i pianeti, i sistemi solari e gli universi interi - ad essere soggetti a nascita, cambiamento e cessazione; ma la mente (che è la capacità di conoscere e fare esperienza) è senza inizio e senza fine..."
"...La dottrina del karman, che non è altro che quella della Causalità, è comune a tutte le filosofie indiane.
Prima dell'epoca del Buddha, essa aveva già suscitato delle lunghe e sottili controversie tra i bramini e ognuno dei sistemi filosofici nati in India ha elaborato delle teorie speciali sul tema del karman, sulla sua natura e sulla sua attività..."
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