Testi di Maestri buddhisti e non, contemporanei e del passato, trovati in rete, tradotti e riadattati.
Possa questo mio modesto contributo essere di beneficio per tutti gli esseri.
- Thupten Nyima -
".....Noi pensiamo e tutti i pensieri provengono dallo spirito. Se noi abbiamo un pensiero virtuoso, ciò proviene dallo spirito; ugualmente vale per un pensiero non virtuoso, qualunque sia l’attività che pensiamo di svolgere, questa proviene dallo spirito. Ecco ciò che s’intende quando si parla del karma e del riconoscimento della natura stessa del karma. Quando giungiamo al riconoscimento del karma, noi arriviamo al riconoscimento del nostro stesso spirito. Il riconoscimento della natura reale del karma consiste nel capire che gli atti non hanno materialità in sé, ma sono completamente vuoti....."
"...I praticanti Dzogchen possono essere di alto, medio e basso livello. Quelli di alto e medio livello non devono attraversare i bardo e così non dovranno applicare queste tecniche. Queste istruzioni sono per gli esseri ordinari che devono attraversare le transizioni e le esperienze del bardo. Questo è vero anche per i praticanti di capacità inferiore che possono aver ricevuto già molti insegnamenti, ma che non sono capaci di realizzarne il vero significato. I praticanti hanno di solito un orizzonte più vasto di opportunità spirituali, più vitalità, e una migliore visione nel bardo rispetto alle persone comuni. Tuttavia, qui, i praticanti di basso livello e le persone comuni sono classificate insieme, perché avranno esperienze simili anche se le gestiranno diversamente...."
"...Perché il sogno sia percepito come un momento d’illusione e perchè questo momento possa essere trasformato e controllato, occorre innanzitutto saper pacificare il nostro spirito. E’ questa attitudine alla shiné, alla calma mentale che ci permette d’agire con forza sul mondo onirico. Ci sono anche, per coloro che tendono a dimenticarli, dei metodi in grado di far riapparire i sogni (per controllarli occorre che ne ridivengano coscienti). Una volta fatto ciò, bisognerà dominarli..."
Incontro di meditazione con Italo Choni Dorje

Vedelago (TV) 18 aprile 2010
(clicca sulla foto per i dettagli)


"...I quattro pensieri che guidano la mente fuori dal samsara appartengono alle preparazioni generali o ordinarie.
Che cosa significa orientare la mente fuori dal samsara? Significa liberare se stessi da ogni attaccamento alla vita nei tre regni del samsara.
I quattro pensieri, le quattro preparazioni generali, ci permettono di sviluppare questa libertà, riflettendo sulla preziosa esistenza umana, sull’impermanenza, sul Karma (o causalità) e sulle sofferenze del samsara..."

RITIRO DI PRIMAVERA
Come tutti gli anni, con l'arrivo della buona stagione, il sangha Dzogchen Nyingthig di A_zom Rinpoche si riunisce nelle Marche per un ritiro di meditazione guidato da Italo Choni Dorje. Di seguito il link con tutti i particolari:






Tara 17 Divinità
Tradizione Ravigupta - Lineage Sakya - Tibet XV° Sec.

Il Canto delle Quattro Consapevolezze - Il Canto del Leone di Milarepa - Vincere la rabbia e l'odio - Suprema conoscenza e realtà - Il Sutra del Cuore della Perfezione di Saggezza
Avalokiteshvara Shadaksari - Tibet Occidentale - XIV° Sec.

I tre giri della ruota del Dharma - Le quattro nobili verità - Vacuità, nirvana e illuminazione - I 12 anelli dell'origine interdipendente - Il Canto delle Quattro Consapevolezze
Talismano - Tibet - XIX° Secolo

“...E' corretto il mio modo di meditare? Ma faro' mai qualche progresso? Raggiungero' mai il livello del mio maestro spirituale?”
Combattuta tra la speranza ed il dubbio, la nostra mente non e' mai in pace. A seconda del nostro umore, pratichiamo un giorno intensamente, e il successivo non facciamo nulla. Siamo attaccati alle piacevoli esperienze che emergono dallo stato di calma mentale, e poi abbandoniamo la meditazione quando non riusciamo piu' a rallentare il flusso dei pensieri. Non e' questo il modo giusto di praticare......"

"...Sebbene conosciamo i fatti concreti della vita e l'inevitabilità della morte, assai di rado affrontiamo apertamente questa realtà. Quando lo facciamo, il nostro istinto è di voltarci dall'altra parte. Sebbene non vogliamo confrontarci con la morte e con la paura che essa ci incute, scappare da questa scomoda verità non ci sarà di aiuto. Alla fine la realtà ci raggiungerà. Se per tutta la vita abbiamo ignorato la morte, essa ci coglierà di sorpresa. Sul letto di morte non ci sarà tempo per imparare a gestire la situazione, né vi sarà tempo per sviluppare la saggezza e la compassione che possono guidarci abilmente attraverso il territorio della morte. Lì, dovremo affrontare come meglio possiamo qualsiasi cosa incontreremo: un vero gioco d'azzardo.... "

DUSUM SANGYE

La preghiera a Guru Rinpoche
che disperde gli ostacoli e realizza le aspirazioni


Tulku Urgyen Rinpoche
canta DUSUM SANGYE



"....Morire soddisfatti e pacificamente è cruciale per un buon passaggio. Lasciamo andare ogni paura o rimpianto, non siamo tristi e non indulgiamo in alcun senso di perdita o separazione. Nel frattempo, apprendiamo questo processo e prepariamoci a compiere una transizione senza ostacoli. La presentazione e lo studio di questi dettagli ci avverte su ciò che ci attende, in modo che possiamo prevedere gli ostacoli e imparare ad agire appropriatamente e coraggiosamente attraverso tutti gli stadi, senza essere distratti da inutili speranze e paure....."
"...Potrei facilmente presentarvi il Buddhismo in maniera molto diplomatica; potrei spiegarvelo con parole molto dolci. Potremmo gestire questo corso di cinque giorni come fossimo in un locale notturno, con molte parole carine, ballando e divertendoci. E’ possibile farlo, ma non è questo il punto. Siete venuti qui per la meditazione, non per uno spettacolo. In realtà, siete venuti qui proprio perché sapete già tutto quello che c’è da sapere sul tipo di divertimento che potete trovare in un locale notturno...."
"... L'inizio di una pratica di meditazione costante comporta un cambiamento negli impegni abituali della giornata. Inserire, ogni tanto, una breve meditazione nella vita di tutti i giorni è relativamente semplice, ma quando si vogliono fare le Pratiche Fondamentali del Grande Sigillo, la cosa diventa più impegnativa e richiede più tempo. Ecco alcune idee e suggerimenti per chi compie i primi passi sulla via...."
"... Il termine con cui i tibetani indicano la meditazione significa letteralmente "familiarizzazione", che consiste nell'avvicinarsi alla comprensione di qualcosa mediante la semplice ripetizione. E' quindi molto semplice: la ripetizione porterà all'abitudine, per poi divenire qualcosa di totalmente spontaneo. E' così che la pratica del Dharma diverrà facile, semplice e molto naturale..."
Mandala - Lineage Nyingma - XIX° Sec.
Archivi del Monastero di Shechen


"... Spesso si crede che meditare significhi imporre uno stato di vuoto alla mente, uno stato senza pensiero né movimento mentale: quest’idea è sbagliata, perché se la meditazione fosse uno stato senza pensiero, questo tavolo davanti a noi starebbe meditando! La meditazione non ha nulla a che vedere con il fatto di creare un vuoto volontario nella mente: meditare non significa bloccare il movimento dei pensieri, ma restare in uno stato in cui questi pensieri non fanno presa. Se non ci fossero pensieri o movimento concettuale nella mente, chi mediterebbe?..."