Testi di Maestri buddhisti e non, contemporanei e del passato, trovati in rete, tradotti e riadattati.
Possa questo mio modesto contributo essere di beneficio per tutti gli esseri.
- Thupten Nyima -

"....... Se, oltre alla pratica durante lo stato di veglia, siamo in grado di usare la coscienza anche durante il sonno, così da produrre stati mentali positivi, potremo ottenere il massimo dalla nostra pratica spirituale. Altrimenti sprecheremo qualche ora ogni notte, o forse creeremo addirittura impronte mentali negative. Quindi trasformare il sonno in qualcosa di virtuoso è davvero utile ....."
"...Per comprendere la vacuità, è necessario distinguere queste due verità.
La verità relativa, o realtà convenzionale, è quella in accordo con le modalità e la cognizioni mondane ordinarie, qualcosa su cui tutti concordano. Ha a che fare con gli oggetti dell’esperienza quotidiana ed è sempre concettuale. La ragione per cui non è la verità ultima, è perché i fenomeni relativi non possono resistere all’analisi. Quando sono sottoposti all’analisi, i fenomeni relativi scompaiono, e tutto quello che si trova è la realtà assoluta, o vacuità...."
"....Qui spiegherò alcuni insegnamenti essenziali sulla trasformazione di felicità e avversità nel sentiero spirituale, poiché questi costituiscono uno strumento fondamentale per tutti gli esseri spiritualmente realizzati e, in questo mondo, possiedono un valore inestimabile....."
"......Dal punto di vista assoluto, o illuminato, la nostra esperienza di questa vita decisamente non è lo stato risvegliato. È un sogno, un sogno più lungo, che chiamiamo samsara. Ciò che chiamiamo sogno è in realtà una 'doppia illusione', un 'doppio sogno', mentre la nostra vita cosciente di tutti i giorni è l'illusione primaria......"
Avalokiteshvara mandala

".....Mentre la compassione è il desiderio che gli altri non soffrano, la rinuncia è il desiderio che noi stessi non si soffra. Che cosa causa la nostra sofferenza? Il desiderio. Rinuncia, quindi, significa non tanto abbandonare le cose, i desideri o un modo di vivere, ma piuttosto abbandonare il desiderare di per se stesso. Farlo non è affatto facile....."
"...Il momento della morte è quello in cui attuare la pratica del phowa per il trasferimento della coscienza. Non c'è niente di arbitrario nel decidere quando fare il phowa. Se la nostra pratica è avanzata e siamo in grado di vedere chiaramente i tre stati del vajra, non sarà necessario usare il phowa, siamo già oltre.
Se invece non siamo a un livello simile è buona cosa farlo. Il trasferimento della coscienza deve essere fatto specificatamente quando vediamo i segni della morte imminente, o sentiamo la necessità di equilibrarci con una pratica su Buddha Amitabha...."
".....Noi pensiamo e tutti i pensieri provengono dallo spirito. Se noi abbiamo un pensiero virtuoso, ciò proviene dallo spirito; ugualmente vale per un pensiero non virtuoso, qualunque sia l’attività che pensiamo di svolgere, questa proviene dallo spirito. Ecco ciò che s’intende quando si parla del karma e del riconoscimento della natura stessa del karma. Quando giungiamo al riconoscimento del karma, noi arriviamo al riconoscimento del nostro stesso spirito. Il riconoscimento della natura reale del karma consiste nel capire che gli atti non hanno materialità in sé, ma sono completamente vuoti....."
"...I praticanti Dzogchen possono essere di alto, medio e basso livello. Quelli di alto e medio livello non devono attraversare i bardo e così non dovranno applicare queste tecniche. Queste istruzioni sono per gli esseri ordinari che devono attraversare le transizioni e le esperienze del bardo. Questo è vero anche per i praticanti di capacità inferiore che possono aver ricevuto già molti insegnamenti, ma che non sono capaci di realizzarne il vero significato. I praticanti hanno di solito un orizzonte più vasto di opportunità spirituali, più vitalità, e una migliore visione nel bardo rispetto alle persone comuni. Tuttavia, qui, i praticanti di basso livello e le persone comuni sono classificate insieme, perché avranno esperienze simili anche se le gestiranno diversamente...."
"...Perché il sogno sia percepito come un momento d’illusione e perchè questo momento possa essere trasformato e controllato, occorre innanzitutto saper pacificare il nostro spirito. E’ questa attitudine alla shiné, alla calma mentale che ci permette d’agire con forza sul mondo onirico. Ci sono anche, per coloro che tendono a dimenticarli, dei metodi in grado di far riapparire i sogni (per controllarli occorre che ne ridivengano coscienti). Una volta fatto ciò, bisognerà dominarli..."
Incontro di meditazione con Italo Choni Dorje

Vedelago (TV) 18 aprile 2010
(clicca sulla foto per i dettagli)


"...I quattro pensieri che guidano la mente fuori dal samsara appartengono alle preparazioni generali o ordinarie.
Che cosa significa orientare la mente fuori dal samsara? Significa liberare se stessi da ogni attaccamento alla vita nei tre regni del samsara.
I quattro pensieri, le quattro preparazioni generali, ci permettono di sviluppare questa libertà, riflettendo sulla preziosa esistenza umana, sull’impermanenza, sul Karma (o causalità) e sulle sofferenze del samsara..."

RITIRO DI PRIMAVERA
Come tutti gli anni, con l'arrivo della buona stagione, il sangha Dzogchen Nyingthig di A_zom Rinpoche si riunisce nelle Marche per un ritiro di meditazione guidato da Italo Choni Dorje. Di seguito il link con tutti i particolari:






Tara 17 Divinità
Tradizione Ravigupta - Lineage Sakya - Tibet XV° Sec.

Il Canto delle Quattro Consapevolezze - Il Canto del Leone di Milarepa - Vincere la rabbia e l'odio - Suprema conoscenza e realtà - Il Sutra del Cuore della Perfezione di Saggezza
Avalokiteshvara Shadaksari - Tibet Occidentale - XIV° Sec.

I tre giri della ruota del Dharma - Le quattro nobili verità - Vacuità, nirvana e illuminazione - I 12 anelli dell'origine interdipendente - Il Canto delle Quattro Consapevolezze
Talismano - Tibet - XIX° Secolo

“...E' corretto il mio modo di meditare? Ma faro' mai qualche progresso? Raggiungero' mai il livello del mio maestro spirituale?”
Combattuta tra la speranza ed il dubbio, la nostra mente non e' mai in pace. A seconda del nostro umore, pratichiamo un giorno intensamente, e il successivo non facciamo nulla. Siamo attaccati alle piacevoli esperienze che emergono dallo stato di calma mentale, e poi abbandoniamo la meditazione quando non riusciamo piu' a rallentare il flusso dei pensieri. Non e' questo il modo giusto di praticare......"

"...Sebbene conosciamo i fatti concreti della vita e l'inevitabilità della morte, assai di rado affrontiamo apertamente questa realtà. Quando lo facciamo, il nostro istinto è di voltarci dall'altra parte. Sebbene non vogliamo confrontarci con la morte e con la paura che essa ci incute, scappare da questa scomoda verità non ci sarà di aiuto. Alla fine la realtà ci raggiungerà. Se per tutta la vita abbiamo ignorato la morte, essa ci coglierà di sorpresa. Sul letto di morte non ci sarà tempo per imparare a gestire la situazione, né vi sarà tempo per sviluppare la saggezza e la compassione che possono guidarci abilmente attraverso il territorio della morte. Lì, dovremo affrontare come meglio possiamo qualsiasi cosa incontreremo: un vero gioco d'azzardo.... "